Attività 1 – Riflessione sul ruolo professionale: comprendere l’assistenza formale a lungo termine
Obiettivo
- Coinvolgere il gruppo e sensibilizzarlo sui sistemi di erogazione dell’assistenza a lungo termine e sui ruoli professionali.
- Incoraggiare i membri del gruppo a riflettere e a condividere le proprie conoscenze sugli ambienti di assistenza istituzionale, sui quadri normativi e sulla collaborazione interdisciplinare.
Materiali
- Lavagna a fogli mobili o lavagna bianca
- Pennarelli
- Quadernetti
- Penne
- Opzionale: casi di studio stampati relativi a contesti di assistenza formale o organigrammi
Formato A: riflessione individuale e condivisione di gruppo
| Fase 1 | Fare una breve introduzione sui sistemi formali di assistenza a lungo termine, menzionando le strutture residenziali, le agenzie di assistenza domiciliare, i centri diurni e i ruoli delle/dei caregiver professionisti all’interno di queste strutture. |
| Fase 2 | Presentare un caso di studio tratto da un contesto di assistenza formale (esempio: “Un centro di assistenza per persone anziane ospita 45 pazienti. Ana, un’infermiera professionista, coordina l’assistenza con tre assistenti: un fisioterapista e un’assistente sociale. Oggi dovrà gestire i programmi di somministrazione dei farmaci e condurre una riunione con le famiglie sull’assistenza terminale e la formazione del personale sui nuovi protocolli di controllo delle infezioni”). |
| Fase 3 | Ogni partecipante risponde individualmente a domande di riflessione sulle responsabilità professionali, il coordinamento dell’assistenza e la conformità normativa. |
| Fase 4 | Tavola rotonda di gruppo: le/i partecipanti condividono le risposte per promuovere la discussione sulla diversità delle strutture di assistenza formale e sulle sfide professionali. |
| Fase 5 | Fai un riepilogo dei temi comuni e le differenze su una lavagna a fogli mobili o una lavagna bianca, sottolineando la complessità dell’erogazione dell’assistenza formale. |
Formato B: mappatura dei ruoli e analisi del sistema
| Fase 1 | I membri del gruppo identificano e descrivono i contesti di assistenza formale di cui hanno esperienza (case di cura, agenzie di assistenza domiciliare, programmi di hospice, centri diurni per persone adulte). |
| Fase 2 | Ogni partecipante presenta il proprio contesto, spiegandone la struttura organizzativa, i modelli di personale e i requisiti normativi. |
| Fase 3 | Discussione di gruppo per mappare la gamma di contesti di assistenza formale, ruoli professionali e standard di qualità. |
| Fase 4 | Mappatura visiva su una lavagna a fogli mobili o bianca per creare un ecosistema organizzativo che mostri l’interconnessione tra i diversi servizi di assistenza formale. |
Link e risorse
- Risorse della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro sul personale addetto all’assistenza a lungo termine.
- Standard di qualità nazionali per le strutture di assistenza residenziale.
- Quadri di riferimento delle competenze professionali per le operatrici e gli operatori sanitari formali.
- Linee guida sulla collaborazione tra team interdisciplinari.
Istruzioni per il personale formativo
- Aprire la sessione sottolineando la professionalità e la complessità dei sistemi formali di erogazione dell’assistenza a lungo termine.
- Spiegare entrambi i formati di attività e scegli quello più adatto alle dimensioni del gruppo e al livello di esperienza professionale.
- Distribuire domande di riflessione incentrate sulle sfide organizzative, i dilemmi etici e i confini professionali.
- Facilitare la discussione di gruppo, assicurandoti che siano rappresentati diversi contesti di assistenza e ruoli professionali.
- Concludere l’attività evidenziando le sfide comuni, quali carenza di personale, conformità normativa, requisiti di documentazione e iniziative di miglioramento della qualità.
Note per il personale formativo
- Sottolineare la diversità dei contesti di assistenza formale: case di cura, agenzie di assistenza domiciliare, centri di riabilitazione, unità di cure palliative, programmi diurni per persone adulte.
- Evidenziare la natura interdisciplinare dell’assistenza formale: personale infermiere, di assistenza sanitaria e sociale, terapeutico, medico e amministrativo.
- Affrontare i confini professionali, la prevenzione del burnout e l’importanza della cura di sé per le operatrici e gli operatori sanitari formali.
- Dibattere su l’intersezione tra politiche organizzative, standard professionali e quadri normativi.
Risultati attesi per il gruppo partecipante
- Identificare l’assistenza formale a lungo termine come un’assistenza professionale regolamentata fornita attraverso strutture istituzionali o agenzie.
- Conoscere il funzionamento delle strutture organizzative, i modelli di personale e i requisiti normativi che regolano l’assistenza formale.
- Identificare le sfide chiave, tra cui la carenza di personale, l’alto turnover, gli oneri di documentazione, la conformità normativa e i limiti delle risorse.
- Individuare temi comuni (ad esempio, esigenze di documentazione, coordinamento del personale) e prospettive specifiche del contesto (ad esempio, sfide dell’assistenza residenziale rispetto a quella domiciliare).
- Riconoscere l’importanza della collaborazione interdisciplinare e dello sviluppo professionale nei contesti di assistenza formale.
Obiettivo
- Sviluppare competenze pratiche nel coordinamento dell’assistenza, nella collaborazione interdisciplinare e nel processo decisionale professionale.
- Incoraggiare il pensiero critico in materia di conformità normativa, standard di qualità e questioni etiche negli ambienti di assistenza formale.
Materiali
- Dispense con scenari che descrivono contesti di assistenza formale
- Penne
- Lavagna a fogli mobili e pennarelli
- Lavagna bianca per annotare i piani di assistenza e le strategie di coordinamento
Fasi
| Fase 1 | Presentazione dello scenario Fornire al gruppo uno scenario tratto da un contesto di assistenza formale (vedi gli scenari riportati di seguito). Distribuire le dispense con lo scenario e concedi il tempo necessario per esaminare le sfide professionali presentate. |
| Fase 2 | Assegnazione dei ruoli e preparazione Dividere il gruppo in team interdisciplinari (idealmente 4-6 persone per gruppo). Assegnare i ruoli professionali: infermiera/e responsabile, assistente sanitaria/o, assistente sociale, fisioterapista, referente per le famiglie, amministratrice/amministratore della struttura. Chiarire brevemente le responsabilità, l’ambito di competenza e le prospettive di ciascun ruolo. |
| Fase 3 | Valutazione professionale Incoraggiare le/i partecipanti a valutare la situazione dal punto di vista professionale loro assegnato. Chiedere loro di considerare le esigenze di assistenza, i fattori di rischio, i requisiti normativi e i vincoli organizzativi. Concedere 10-15 minuti per la valutazione iniziale e la discussione all’interno di ciascun team. |
| Fase 4 | Sviluppo del piano di assistenza Chiedere a ciascun team di sviluppare un piano di assistenza completo e interdisciplinare che affronti le esigenze mediche, le questioni relative alla sicurezza, la qualità della vita e la comunicazione con la famiglia. I team devono documentare il loro piano utilizzando formati standard di pianificazione dell’assistenza. Registrare gli elementi chiave su una lavagna a fogli mobili per la presentazione. |
| Fase 5 | Identificazione di risorse e protocolli Invitare ciascun team a identificare le politiche organizzative, i protocolli clinici, gli standard normativi e le risorse esterne pertinenti. Spiegare come le strutture di assistenza formali debbano bilanciare l’assistenza incentrata sulla persona con i requisiti istituzionali e gli standard di sicurezza. |
| Fase 6 | Coordinamento e comunicazione Guida i team nella discussione su come coordinare l’assistenza tra i turni e le discipline. Includere strategie per passaggi di consegne efficaci, documentazione, riunioni con le famiglie e comunicazione con fornitori esterni. Sviluppare un piano di comunicazione che garantisca la continuità dell’assistenza. |
| Fase 7 | Previsione delle sfide professionali Sollecitare ogni gruppo a identificare potenziali sfide quali limitazioni del personale, richieste contrastanti da parte delle famiglie, questioni di conformità normativa, dilemmi etici o limitazioni delle risorse. Discutere in che modo le politiche organizzative e gli standard professionali guidano il processo decisionale. |
| Fase 8 | Analisi della qualità e della sicurezza Incoraggiare il team ad analizzare gli indicatori di qualità e i rischi per la sicurezza. Identificare le opportunità di miglioramento della qualità e di mitigazione dei rischi. Valutare in che modo la documentazione e il monitoraggio supportano la responsabilità e il miglioramento continuo. |
| Fase 9 | Presentazione e debriefing Invitare ogni team a presentare il proprio piano di assistenza e la propria strategia di coordinamento. Facilitare la discussione sui diversi approcci, sulle considerazioni etiche e sulle lezioni apprese. Incoraggiare i team a riflettere su come i ruoli professionali si completano a vicenda nei contesti di assistenza formale. |
Risultati attesi per il gruppo partecipante
- Maggiore fiducia nel coordinamento interdisciplinare dell’assistenza e nella collaborazione professionale.
- Migliore comprensione dei requisiti normativi e degli standard di qualità nell’assistenza formale.
- Migliore capacità di bilanciare l’assistenza incentrata sulla persona con i requisiti organizzativi e di sicurezza.
- Capacità di mettere in pratica la comunicazione professionale e la risoluzione collaborativa dei problemi.
SCENARIO 1: CRISI COMPORTAMENTALE IN UNA CASA DI CURA
Ambiente: struttura di assistenza infermieristica specializzata con 120 posti letto e unità di cura per i disturbi della memoria
Contesto: il signor Adrian, 78 anni, recentemente ricoverato nell’unità di cura per i disturbi della memoria, presenta una demenza moderata e una storia di ansia. Nell’ultima settimana, durante i turni serali, ha mostrato un crescente stato di agitazione, urlando, rifiutando le cure e tentando di lasciare l’unità; la scorsa notte ha spinto un assistente sanitario. La famiglia è preoccupata, il personale teme per la propria incolumità e la struttura deve garantire il rispetto delle normative sulla riduzione al minimo delle restrizioni, assicurando al contempo la protezione di tutti.
Considerazioni professionali:
- Il team di assistenza comprende una/un infermiera/e responsabile, tre assistenti sanitarie/i, una direttrice/un direttore delle attività, una/un assistente sociale e una/o perito psichiatra.
- La politica della struttura richiede piani di intervento comportamentale e il parere della famiglia.
- Le norme regolamentari vietano l’uso di misure di contenzione chimiche o fisiche, se non come ultima risorsa.
- Il personale palesa le proprie preoccupazioni e richiede ulteriore supporto.
Sfide nel coordinamento dell’assistenza:
- Documentazione incoerente dei fattori scatenanti e degli interventi tra i turni.
- La famiglia richiede la somministrazione immediata di farmaci per “gestire” l’aggressività dell’assistito.
- Il personale di assistenza sanitaria riferisce di sentirsi impreparato a gestire comportamenti aggressivi.
- L’amministrazione è preoccupata per la responsabilità civile e la conformità normativa.
Punti critici:
- Capire come condurre una valutazione comportamentale completa in tutte le discipline.
- Sviluppare interventi non farmacologici e modifiche ambientali.
- Coordinare il piano di assistenza su tre turni con un’attuazione coerente.
- Strategia di comunicazione con la famiglia sulle aspettative realistiche e sull’approccio assistenziale.
- Esigenze di formazione e supporto del personale.
- Quando e come coinvolgere il medico o la/il perito psichiatrica/o.
Suggerimenti per la riflessione:
- Quali dati di valutazione dovrebbe fornire ciascun ruolo professionale?
- In che modo il team può conciliare la sicurezza con un’assistenza centrata sulla persona, garantendo al contempo il minor livello di restrizione possibile?
- Quale documentazione è necessaria per supportare le decisioni cliniche e la conformità normativa?
- Come dovrebbe il team affrontare le preoccupazioni del personale e prevenire il burnout?
SCENARIO 2: PIANIFICAZIONE COMPLESSA DELLA DIMISSIONE
Ambiente: unità di riabilitazione in una struttura di assistenza a lungo termine.
Contesto: la signora Elena, 82 anni, è stata ricoverata sei settimane fa a seguito di un intervento di sostituzione dell’anca. Pur avendo compiuto significativi progressi fisici, presenta diabete, un declino cognitivo precoce e vive da sola. Il team interdisciplinare non è concorde sulla sua idoneità alla dimissione: il/la fisioterapista ritiene che possa gestirsi a casa con adeguati supporti, mentre il personale infermieristico esprime preoccupazioni circa la gestione dei farmaci e la sicurezza. L’assistente sociale ha evidenziato un supporto familiare limitato e vincoli finanziari. La copertura sanitaria è prossima alla scadenza e la famiglia esercita pressioni affinché la paziente venga dimessa.
Considerazioni professionali:
- Il team interdisciplinare comprende infermiere/i Case Manager, fisioterapiste/i, terapiste/i occupazionali, assistenti sociali, dietiste/i e medici.
- La pianificazione delle dimissioni deve tenere conto della sicurezza, dei requisiti normativi, della responsabilità civile e delle preferenze della paziente.
- Sono coinvolte diverse agenzie esterne: assistenza sanitaria domiciliare, pasti a domicilio, terapia ambulatoriale.
- La documentazione deve giustificare la permanenza in ospedale o supportare una dimissione sicura.
Sfide nel coordinamento dell’assistenza:
- Valutazioni contrastanti sulla disponibilità alla dimissione tra i membri del team.
- La paziente esprime il desiderio di tornare a casa, ma dimostra scarsa consapevolezza della sicurezza.
- La famiglia non è in grado di fornire supporto pratico ma si oppone all’assistenza formale.
- Servizi sanitari domiciliari limitati disponibili nella zona rurale in cui vive la paziente.
- Vincoli assicurativi e finanziari che influenzano le possibili opzioni.
Punti chiave:
- Capire come facilitare una comunicazione interdisciplinare efficace e il raggiungimento di un consenso.
- Bilanciare il giudizio professionale con l’autonomia della/del paziente e le preferenze della famiglia.
- Coordinare la transizione dell’assistenza tra vari fornitori e contesti.
- Gestione del rischio a sostegno dell’indipendenza.
- Documentazione a supporto delle decisioni cliniche avallate in caso di eventuali controversie dopo le dimissioni.
Suggerimenti per la riflessione:
- In che modo il team dovrebbe risolvere i disaccordi professionali in merito al rischio e alla preparazione?
- Qual è la responsabilità di ogni professionista nella pianificazione delle dimissioni e nella valutazione dei rischi?
- In che modo le operatrici e gli operatori sanitari possono sostenere la scelta della/del paziente mantenendo gli standard professionali?
- Quali sistemi di follow-up e comunicazione garantiscono la continuità dopo la dimissione?
SCENARIO 3: CRISI DEL PERSONALE E ASSISTENZA DI QUALITÀ
Ambiente: struttura di assistenza con 60 posti letto.
Contesto: Una struttura pubblica di assistenza residenziale sta vivendo una grave carenza di personale. Tre assistenti alla cura hanno dovuto assentarsi durante il turno serale, lasciando un solo infermiere e due assistenti a gestire 60 residenti. Numerose/i ospiti richiedono supporto significativo per la somministrazione dei farmaci, la mobilità e le cure personali, e una/o di loro è caduto due volte di recente. Le famiglie segnalano ritardi nelle risposte ai campanelli di chiamata, mentre l’amministrazione non riesce a reperire personale sostitutivo. Il team rimasto deve quindi stabilire priorità nell’assistenza, garantire la sicurezza e rispettare le normative, affrontando contemporaneamente lo stress e la fatica derivanti dalla situazione.
Considerazioni professionali:
- L’infermiera/e responsabile deve valutare le esigenze della persona assistita e delegare in modo appropriato.
- I membri del personale lavorano oltre i limiti di sicurezza e si sentono sopraffatti.
- I requisiti normativi per la somministrazione dei farmaci, la documentazione e la supervisione rimangono invariati.
- Il rischio di errori, infortuni e burnout è elevato.
- La reputazione della struttura e la licenza sono a rischio.
Sfide nel coordinamento dell’assistenza:
- Personale insufficiente per fornire il consueto standard di assistenza.
- Dare priorità alle cure essenziali e rinviare le attività non urgenti.
- Comunicare adeguatamente alle famiglie le limitazioni del servizio.
- Sostenere il morale del personale e prevenire il burnout.
- Mantenere aggiornati i registri anche sotto vincoli di tempo
- Determinare quando la situazione diventa pericolosa e richiede un intervento.
Punti chiave:
- Stabilire le priorità e valutare le esigenze delle/dei pazienti in modo etico e sicuro.
- Capire quali compiti possono essere rinviati o modificati in modo sicuro.
- Capire quando e come segnalare le criticità all’amministrazione.
- Strategie di comunicazione con le/i pazienti e le famiglie.
- Registrazione dettagliata della situazione del personale e delle decisioni cliniche adottate.
- Promozione della cura di sé e del sostegno reciproco tra i membri del personale rimasti in servizio.
- Sostegno a lungo termine per garantire condizioni di lavoro e personale adeguati.
Suggerimenti per la riflessione:
- In che modo gli standard professionali e l’etica guidano il processo decisionale in situazioni di carenza di risorse?
- Qual è la responsabilità di ciascun membro del team quando il personale è insufficiente?
- In che modo il personale sanitario può farsi promotore di cambiamenti sistemici, pur rispondendo alle esigenze immediate?
- Quali misure di sostegno organizzativo potrebbero prevenire o mitigare le crisi di personale?