Attività interattive

Attività 1: Un disegno di spalle
Partecipanti: numero non specificato (coppie)
 
Durata: varia, da 15 a 25 minuti in base alla complessità delle immagini.
 
Obiettivo: questa attività intende aiutare le persone a migliorare e a riflettere sulle loro competenze comunicative. Incoraggia il team building e la collaborazione.
 
Istruzioni:
Introdurre il gioco (5 minuti): forma delle coppie di partecipanti e chiedi loro di sedersi schiena contro schiena. Una persona riceverà un’immagine (in bianco e nero) e l’altra un pezzo di carta e una penna.
L’attività (10 minuti): spiega al gruppo che la persona a cui è stato consegnato il disegno dovrà descriverlo procedendo per gradi. La persona a cui sono state date carta e penna dovrà disegnare l’immagine descritta. Dopo circa 10 minuti invita il gruppo a fermarsi e a confrontare l’originale con il disegno che hanno fatto.
 
Spunti di riflessione
Che cosa ha reso l’attività difficile?
Qual è stata la parte più difficile del processo di comunicazione?
Di cosa ha avuto bisogno ogni coppia per portare a termine l’attività?
 
Domande a chi ha descritto l’immagine:
È stato difficile non descrivere direttamente l’oggetto da disegnare?
Quanti dettagli sentivate di dover fornire?
È stato difficile doversi aspettare che un’altra persona capisse correttamente la descrizione?
 
Domande a chi ha disegnato l’immagine:
È stato difficile capire la descrizione?
Avete mai provato un senso di smarrimento e l’esigenza di porre delle domande?
Qual è stata la cosa più utile fatta dalla vostra o dal vostro partner per aiutarvi a capire?
 
In generale, che cosa avete imparato sulla comunicazione?
Imparare ad essere chiari e a fornire indicazioni dettagliate senza provare frustrazione.
Porre delle domande per capire meglio l’attività.
La collaborazione e lo spirito di squadra sono essenziali per questa attività, non è possibile farcela da soli. Imparare a fare affidamento sulle altre persone per portare a termine ogni attività.
 
Link/risorse
Carta e penna, copie dei disegni – una per coppia(cfr. Appendice I). È possibile usare delle immagini legate al caregiving e alla dimensione lavorativa.
Fonte: Therapist Aid, https://www.therapistaid.com/therapy-worksheet/drawing-communication-exercise
 
Attività n.2: La ruota del coaching
L’attività può essere svolta anche online.
 
Partecipanti: attività individuale
 
Durata: 20-30 minuti
 
Obiettivo: La ruota del coaching aiuta le persone a valutare il rapporto tra lavoro e vita private e a porre in evidenza i punti di forza e gli aspetti su cui lavorare. Sostiene una riflessione strutturata e l’individuazione di priorità, consentendo di elaborare dei piani d’azione mirati. Nelle sessioni di coaching orienta le conversazioni dalla consapevolezza alla crescita e il cambiamento.
 
Istruzioni:
È estremamente importante svolgere l’attività in maniera sincera. Le otto sezioni della ruota rappresentano i vari aspetti della vita. Incoraggia a tenere conto di tutti gli aspetti della vita. Immagina che il centro della ruota corrisponda a uno 0 e il bordo esterno a 10. Riordina tutti i vari ambiti della tua vita dando loro un punteggio da 0 a 10. Quindi unisci i punti disegnando una linea curva in ogni casella in modo da formare un cerchio (come nell’immagine qui sotto). In questo modo avrai un’idea degli aspetti su cui lavorare. È importante scegliere due o tre ambiti su cui concentrare le tue energie. Benché sarebbe bello essere soddisfatti di ogni aspetto della vita, non è questo lo Obiettivo. La cosa più importante è condurre una vita bilanciata.
Spunti di riflessione: osserva la forma della tua ruota.
Che cosa noti?
Su quali aspetti vorresti lavorare?
Che impatto può avere un’area sulle altre?
 
Spunti di riflessione: ogni partecipante comprenderà che i diversi aspetti della sua vita sono interdipendenti e che uno squilibrio in un ambito può avere un impatto su tutto il resto. Impareranno a valutare e a riflettere sul livello di soddisfazione in ambiti diversi, aumentando la propria autoconsapevolezza. Dovranno individuare gli aspetti prioritari e tradurre gli spunti raccolti in azioni concrete.
 
Link/risorse
La ruota del coaching – cfr. Appendici
Fonte: The creative soft skills training Toolkit – Link
Attività3: La torre di Marshmallow
Partecipanti: non ci sono limiti al numero di partecipanti
 
Obiettivo:
Sviluppare la capacità di risoluzione dei problemi e di lavorare in gruppo.
Mostrare come punti di vista diversi (come quelli delle persone con responsabilità di cura) contribuiscano a individuare soluzioni innovative
Allenare le competenze comunicative, la capacità di collaborazione e l’adattabilità in un contesto in cui le risorse sono limitate.
 
Durata: 30–40 minuti


Istruzioni:

Forma delle squadre composte da 4-6 partecipanti.
Affida loro il compito di costruire la torre più alta che sia capace di sostenere un marshmallow in cima.
A metà dell’attività introduci le “carte delle sfide del caregiver” (ad es., “un membro del gruppo deve allontanarsi per 5 minuti per portare il figlio dalla medica” o “Perdete metà dello scotch per via di un’emergenza familiare”).
Le squadre devono adottare le loro strategie e continuare a costruire la torre.
Al termine dell’attività ogni squadra dovrà misurare la propria torre e descrivere l’approccio che ha utilizzato.
 
 
Spunti di riflessione:
In che modo la squadra si è adattata per affrontare delle sfide impreviste?
Tutte le voci sono state prese in considerazione?
Che rapporto c’è tra questa attività e il sostegno da dare alle colleghe e ai colleghi che hanno delle responsabilità familiari?
Spunti di riflessione: il successo non dipende solo dalla capacità di risolvere i problemi, ma anche dalla flessibilità, dall’empatia e dalla capacità di lavorare in gruppo: competenze essenziali per creare dei luoghi di lavoro inclusivi.
Link/risorse
Spaghetti, scotch e 1 marshmallow per squadra.
Carte con le “sfide del caregiver” * da inserire * Le carte devono essere adattate al contesto socioculturale per far sì che gli esempi siano realistici e rilevanti per ogni contesto: ad es., sostituire o modificare gli scenari che non appaiono adeguati (ad es., congedi familiari, regole nei luoghi di lavoro) e utilizzare un linguaggio neutro e inclusive, evitando dei riferimenti specifici che potrebbero limitare la comprensione.
Attività 4: Trova il codice segreto
Partecipanti: numero di partecipanti non precisato
 
Durata: 30–40 minuti
 
Obiettivo: rafforzare la collaborazione, la capacità di risolvere problemi, l’adattabilità e la capacità di lavorare in gruppi, simulando quanto la scarsità di risorse (ad es., caregiver sotto pressione) influisca sulle dinamiche di gruppo e richieda la condivisione di risorse.
 
Istruzioni
Forma dei piccoli gruppi di partecipanti (3–5).
Ogni gruppo riceve una raccolta con 3-4 enigmi (giochi di parole, anagrammi, serie numeriche, abbinamenti). Una volta completati questi giochi, si otterrà un codice di 4 numeri.
Esempio: delle parole cruciate in cui le risposte sono parole come flessibilità, empatia, sostegno.
Esempio: un gioco di matematica.
Esempio: abbinare le icone alle loro definizioni fino a ottenere una sequenza.
Componente collaborativa: non saranno fornite le stesse informazioni. Ogni partecipante ne ottiene una parte. Le squadre dovranno comunicare e condividere apertamente gli enigmi per combinare i vari pezzi.
Nel corso dell’attività introduce la carta delle sfide del caregiver (ad es., “Un membro non può contribuire per cinque minuti per via di un’emergenza familiare” o “La tua squadra perde un pezzo dell’enigma”).
La squadra continua a lavorare insieme fino a quando non trova il codice.
La prima squadra a scoprire il codice vince.
 
Spunti di riflessione:
Che cosa ha fatto la vostra squadra per condividere risorse e informazioni?
Alcune persone hanno avuto un ruolo dominante, mentre altre persone sono state escluse?
Che cosa è successo quando un membro del gruppo non ha potuto dare il proprio contributo a causa della carta delle sfide?
In che modo tutto ciò riflette la realtà lavorativa di dipendenti che hanno delle responsabilità di cura?
Quali competenze trasversali (empatia, flessibilità, comunicazione) si sono rivelate fondamentali per avere successo?
 
Insegnamenti chiave: la logica non basta per trovare il codice – c’è bisogno di fiducia, capacità di collaborazione, adattabilità e capacità di risolvere problemi. Le squadre che apprezzano il contributo di ogni membro, anche quando le risorse non sono distribuite equamente, sono più resilienti e di successo.
 
Link/risorse
Piattaforma di collaborazione: Google Docs, Google Slides, or Miro per le schede (se l’attività viene svolta online).
Breakout rooms: Zoom, Teams, Webex (se l’attività viene svolta online).
Enigmi: 3–4 mini-enigmi che consentono di elaborare un codice (cfr. Appendice I)
Carte delle sfide del caregiver: date da chi facilita l’attività.
Carta n.1: Una/un partecipante non può rispondere per 3 minuti (simulando un’indisponibilità improvvisa).
Carta n.2: Il tuo gruppo perde un indizio (ad es., l’indizio del secondo enigma #3).
Carta n.3: una/un partecipante può solo rispondere sì o no per simulare una distrazione
Carta n.4: una/un partecipante deve lavorare in silenzio per due minuti.
Attività 5: Il lavoro invisibile, quando i problemi personali ci seguono in ufficio
Partecipanti: responsabili, managers, responsabili della gestione delle risorse umane. 2–50 persone (coppie o piccoli gruppi: manager + Francesca + persone che osservano).
 
Durata: 30–90 minuti (15 minuti dedicati al gioco di ruolo + 15 minuti alla riflessione + 10 minuti alla discussione di gruppo).
 
Obiettivo: mettere in pratica le competenze trasversali nel luogo di lavoro al fine di lavorare sull’intelligenza emotiva, migliorare la gestione delle discussioni sensibili e creare una cultura solidale pur mantenendo la produttività.
 
Istruzioni:
Saluti e attività per rompere il ghiaccio
Avvertenza: questa attività può andare a toccare delle esperienze delicate dal punto di vista personale ed emotivo, legate in particolare allo stress, al caregiving e ai problemi sul posto di lavoro. Prima di iniziare, assicurati di creare un ambiente sicuro e rispettoso in cui le e i partecipanti possano sentirsi al sicuro nel condividere le proprie storie o svolgere dei giochi di ruolo. È importante ricordare loro che gli scenari sono fittizi e non riflettono delle storie personali. Concedi loro del tempo per riflettere sulle proprie emozioni al tempo di gioco di ruolo, offrendo loro la possibilità di allontanarsi quando si sentono a disagio. Sottolinea la riservatezza e il rispetto reciproco nel corso della sessione.
Presentazione dello scenario: “Sei la o il responsabile di un’azienda in crescita. Il rendimento di una delle dipendenti più valide, Francesca, che lavora in azienda fin dagli inizi, ha cominciato a calare. Arriva spesso in ritardo o va via prima. Non risponde alle email e ai messaggi durante l’orario di lavoro e continua a controllare il suo telefono e le sue email personali. L’atmosfera a lavoro non è ideale e anche il suo rapporto con le colleghe e i colleghi ne risente. Hanno espresso delle preoccupazioni riguardo al suo distacco e alla mancanza di collaborazione, alcune persone pensano che si consideri al di sopra del resto della squadra. Nonostante i richiami e i cenni da parte di colleghi e colleghi, la situazione non è migliorata. In qualità di responsabile, hai deciso di parlare con lei per affrontare direttamente queste questioni.”
 
Assegnare dei ruoli: Dividi le e i partecipanti in piccoli gruppi composti da 2, 4 o 6 persone, in base al numero di partecipanti. A ogni gruppo saranno assegnati due ruoli:
Gruppo responsabile, con il compito di trovare un equilibrio tra empatia e sostegno per la dipendente e necessità di affrontare le dinamiche di gruppo e i bisogni organizzativi, riconoscendo i possibili bias.
Gruppo Francesca, con il compito di impersonare una dipendente altamente capace, ma sopraffatta dalle cose da fare, con delle responsabilità di cura invisibili, plasmate dalle aspettative della società.
Preparazione per il gioco di ruolo: ogni gruppo riceve una carta che delinea il background di Francesca, contenente le seguenti informazioni:
dati anagrafici;
tipo e intensità delle responsabilità di cura;
mansioni e aspettative lavorative;
sfide chiave che affronta al lavoro;
obiettivi personali, pressioni, sfera emotiva.
I gruppi non dovranno far altro che rileggere la carta e riflettere su una serie di domande per comprendere meglio punti di vista e bisogni del personaggio.
 
Mappa dell’empatia: usando una mappa dell’empatia, ogni gruppo dovrà prendere in esame e individuare degli spunti relativi ai pensieri e alle sensazioni del personaggio, a ciò che vede nel suo ambiente, a ciò che dice e fa e ascolta. Lo scopo è quello di mettersi nei panni del personaggio assegnato e comprendere meglio le dinamiche in gioco.
 
Giochi di ruolo a coppie o in piccoli gruppi: la o il manager avvia una discussione; Francesca rivela le proprie responsabilità di cura e dà voce alla propria frustrazione. Nel corso dell’incontro, quando la o il manager esprime delle preoccupazioni riguardo alle scadenze e agli orari di lavoro non rispettati, e sottolinea quando le persone siano preoccupate, Francesca si apre e rivela che:
alla madre, di 85 anni, è stata diagnosticata di recente una malattia autoimmune che richiede delle cure quotidiane e una supervisione medica. Il padre è morto 5 anni fa e da allora la madre vive con lei.
Sta crescendo due figli adolescenti che stanno attraversando una fase molto delicata, inoltre il marito ha perso il lavoro 6 mesi fa.
È l’unica donna della famiglia. Sebbene abbia due fratelli più grandi, ci si aspetta che sia lei a prendersi cura della madre, per via di una mentalità atavica diffusa nella sua famiglia.
Spiega che nessuno le ha mai chiesto se lei fosse disposta a fornire queste cure o se fosse disponibile. I suoi familiari hanno pensato semplicemente che sarebbe stata lei a farlo perché è una donna e la figlia della persona bisognosa di cure.
Parla di quanto sia stanca e frustrata, che è stata punita solo perché è una donna – sia a casa che a lavoro – perché tutto il lavoro fisico ed emotivo ricade sulle sue spalle.
Francesca sa di non aver fatto del proprio meglio ultimamente, ma ciò che la ferisce di più è il silenzio che la circonda. È delusa e arrabbiata per il fatto che nessuno sembra aver notato o sia interessato a chiederle che cosa sta succedendo. Nessuno parla con lei o le chiede come sta: è come se fosse invisibile.
Non può che chiedersi che se ci si aspetterebbe mai che un collega uomo gestisca le stesse pressioni – a casa o al lavoro – o se le cose sarebbero più facili per lui.
 
La o il manager capisce di aver dedicato troppa attenzione ai risultati e di non aver preso in considerazione quello che stava succedendo. Si accorge di aver pensato inconsciamente che Francesca, come tutte le altre donne, ce l’avrebbe fatta senza aver bisogno di supporto o di qualcuno che le chiede come sta.
 
Riflessione di gruppo e discussione guidata:
Quali competenze trasversali deve usare la o il manager? Che cosa bisogna migliorare?
Che ricadute ha l’empatia o la mancanza della stessa sulla scelta di Francesca di aprirsi?
Quali procedure bisognerebbe seguire in casi simili?
 
Insegnamenti tratti: questa attività sottolinea l’importanza dell’empatia, della consapevolezza, della comunicazione e dell’adattabilità nel fornire sostegno alle persone con responsabilità di cura, in particolare alle donne che devono confrontarsi con aspettative eccessive.
 
Link/risorse
Panoramica dello scenario
Indicazioni sui ruoli – cfr. Tabella riportata di seguito
Spunti di discussione
 
Carte
Manager
Francesca
La storia
 
Sei la o il responsabile di Francesca. Hai notato un calo del suo rendimento e del suo impegno. Il tuo obiettivo è quello di avere una discussione costruttiva con lei per:
capire le cause del suo comportamento;
esprimere preoccupazione senza giudicare;
offrire sostegno, mantenendo una certa trasparenza.
Fai parte dell’azienda sin dagli inizi e hai sempre avuto un altissimo rendimento. Ultimamente ti senti sopraffatta, stanca emotivamente e indifferenze. Hai dei problemi personali di cui non hai mai parlato con nessuno. Ti senti giudicata e non capita dalle tue colleghe e dai tuoi colleghi. I tuoi obiettivi sono:
parlare sinceramente di come ti senti;
capire che tipo di supporto potrebbe aiutarti;
decidere se vuoi continuare a svolgere sempre le stesse mansioni o modificare il tuo carico di lavoro.
Stato emotivo
Calma, empatia e atteggiamento professionale
Curiosità
disponibilità e chiarezza riguardo alle aspettative
Frustrazione, stanchezza, imbarazzo
Atteggiamento difensivo, ma anche desiderio di ricevere sostegno
Insicurezza rispetto a come esprimere le proprie esigenze.
Battute iniziali suggerite
“Ti ringrazio per aver trovato del tempo per parlare con me. Volevo discutere con te perché ho notato alcuni cambiamenti ultimamente.”
“Apprezzo molto il tuo lavoro e voglio capire che cosa sta succedendo.”
“Parliamo di quello che possiamo fare per sostenerti e continuare a gestire al meglio il gruppo di lavoro.”
“So che non è da me… Non sapevo come parlarne.”
“Mi sembra che le persone mi giudichino tutto il tempo e che siano in attesa che commetta un errore.”
“Sto attraversando un periodo molto complicato a livello personale, è molto difficile concentrarsi.”
Spunti
“Ho notato che il tuo rendimento è cambiato di recente. Volevo solo parlare con te per capire come va.”
“Ho sentito che sei molto sotto pressione. Vorresti parlare con me di cosa sta succedendo?’
“Pensi che le tue responsabilità familiari stiano ricadendo sul tuo modo di lavorare?”
“Che tipo di supporto ti servirebbe adesso?”
“Creiamo un piano che ti aiuti a tutelare il tuo benessere e a sostenere il gruppo di lavoro.”
Condividi la convinzione diffusa nella tua famiglia, secondo la quale, una donna deve prendersi cura della madre.
Parla del risentimento e della stanchezza legata alle aspettative di genere.
Indica quanto queste pressioni stiano influendo sulla tua salute, la tua vita privata e il tuo lavoro.
Chiedi perché non ti sia stato fornito abbastanza sostegno o comprensione al lavoro.
Proponi degli accorgimenti che potrebbero fare la differenza.
Possibili sfide
 
Francesca potrebbe essere sulla difensiva o apparire disinteressata.
Potrebbe parlare di problemi e frustrazioni personali.
Dovrai trovare un equilibrio tra empatia e responsabilità aziendali.
–
Possibili aiuti
Orari di lavoro flessibili
Modifiche temporanee alle mansioni
Risorse per la tutela della salute mentale
Attività di coaching o mentoring
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